Di Luigi Pirandello
Adattamento e Regia di Andrea Battistini
Elaborazione Musicale di Paolo Cillerai
Con: Totò Onnis, Chiara di Stefano,
Alessandro Buggiani, Laura Rovetti
Lorenzo Rulfo.
L’Enrico IV è uno dei testi teatrali che più volte ho visto rappresentare. Non c’è anno che non vi sia almeno una versione di quest’opera presente nei circuiti e in qualche festival magari coraggiosamente riproposta da importanti compagnie straniere. Registi e attori famosi non resistono alla tentazione di confrontarsi con la piece. Eppure, noto costantemente un punto oscuro di non contatto, di non adesione tra l’affascinazione della lettura e le conseguenti interpretazioni sceniche. Proprio per questo è scaturito in me il desiderio, via via crescente, di sfidare questo testo in primis. Una provocazione. Considerarlo come un “pretesto” su cui “giocare un nuovo gioco” giocare nel senso di to play, spielen, joie, giocare con umiltà anche prendendosi dei rischi seguendo la linea tracciata negli adattamenti da me affrontati di Kafka, Bulgakov, Wolf, Tomasi di Lampedusa, con la convinzione, ovviamente soggettiva, personale, di raccontare a mio modo quella storia: l’Enrico IV. Ho ricomposto il testo asciugandolo, ridistribuendolo, ripensandolo scenicamente. “Enrico IV” è l’unica tragedia di Pirandello e a tratti si può a tutti gli effetti considerare un dramma storico. E’ il trionfo della parola e della sua forza dialettica. Un atto unico diviso in cinque scene senza soluzione di continuità, la cronaca di una visita, un detective, un triller che si dipana tenendoci con il fiato sospeso. L’attesa, l’antefatto, la descrizione del dove siamo e perché lì siamo. La circolare elicoidale spasmodica presentazione – evocazione – del “grande assente: il grande Mascherato”. Il suo ingresso, la lunga scena dove la storia di quest’uomo “senza nome” perché “solo imperatore” si ricompone sui volti degli ospiti su cui il protagonista si riflette ricostruendo e affermando la propria “unicità”. Uno scontro senza uscita, dove, anche se non vogliamo dircelo, il finale è, come in ogni triller che si rispetti, già stato detto, già annunciato, uno possibile, la storia degrada fino all’omicidio, tragico. Buio. Luce. L’epilogo. La camera della tortura si svuota, un uomo solo adesso, in borghese, che si smaschera parlando, raccontandosi con il pubblico direttamente: “Basta. Basta… finiamola mi sono seccato. Qui per sempre con me o fuggite fuori vivendo però se potete, la vostra vita, originale, unica. Se potete…”
Andrea Battistini
Ingresso gratuito.
Per informazioni chiamare 011 534615